Buonanotte a tutti voi (strano usarlo come saluto iniziale, ma sono le 01:01, quindi direi che è alquanto appropriato) che probabilmente siete già nel mondo dei sogni, o che magari siete in giro per le strade della vostra città a bere e a divertirvi con gli amici.
Io invece sono appena tornato da "faticare" (non il genere di fatica che al sud Italia viene erroneamente confuso con il lavorare); ho ricominciato ad allenarmi.
Ecco, a tale proposito. Piccola cosa che di me non vi ho ancora detto (mi sembra): sono un giocatore di hockey.
Ad essere onesti, "giocatore" è un parolone se lo contestualizziamo nel presente...ero più giocatore qualche anno fa, quando vincevo la coppa Italia o la seria A2 italiana. Adesso sono più un amatore, un appassionato. Uno che si diverte a fare una cosa che ha amato da quando aveva 7 anni.
Sfortunatamente anni or sono ho dovuto abbandonare questo sport meraviglio a causa di un infortunio e di importanti impegni universitari -prima lo studio e poi gli allenamenti!-, ma quest'anno ho deciso di riprendere a giocare, principalmente per due motivi. Il primo è quello economico, visto che ora posso permettermi qualche sfizio tipo l'iscrizione in una squadra, mentre il secondo è puramente estetico...diciamo solo che buttare giù qualche chilo male non mi farebbe :)
Però mamma mia, quanto è faticoso. Per i primi allenamenti della stagione l'impegno richiesto al fisico è sempre più grande, e quindi più stancante. Si torna a casa e si crolla a letto, incapaci di muovere anche solo un dito. Stanchi. Con i muscoli strabordanti acido lattico, dolorosi, indolenziti. Ma spesso questo è un dolore piacevole; è quella fatica che ti fa rendere conto di come il tuo corpo pian piano si stia riprendendo, si stia riadattando a quello sforzo da anni ormai dimenticato. Ma che fatica.
Esistono mille tipi di fatica, in fondo...la fatica fisica, quella mentale, quella mentale che poi ti porta a sentirti stanco fisicamente. Quella è una sensazione che proprio non sopporto...la spossatezza, il senso di non farcela più, la non-voglia di fare le cose che poi ti portano a sentirti stanco ache nel corpo.
È quella sensazione che ti attanaglia lo stomaco quando litighi con qualcuno a te caro, quando al lavoro le cose non vanno, quando tutto gira storto. Magari non sei stanco fisicamente. Magari è solo nella tua testa, la stanchezza...eppure non riesci a muovere un muscolo quando ti sdrai a letto, e il solo pensiero di uscire o di fare qualsiasi cosa ti stanca.
È tremendo come la mente possa soggiogare il corpo.
Ma quindi...come fare per non essere stanchi? Come fare a tirarsi su di morale quando si litiga con qualcuno?
Voi come fate? Cosa fate?
Io...nulla. Sto a letto, aspettando che la stanchezza passi. Immobile, impassibile a ciò che mi succede. Ad occhi aperti mi chiudo in un mio mondo, e non ne esco più.
Certe volte basta cambiare nome alle cose per farle sembrare meno brutte.
Certe volte, la fatica ci sopprime.
Certe volte, la fatica ci deprime.
Mark Kewolgend




