Non che gli altri giorni mangi del non-cibo (non vorrei che pensaste male). È solo che questa sera di va a mangiare sushi!!!
Questo cibo orientale, esotico, di una nazione divisa da un oceano dalla terraferma, ormai italianizzato ovunque grazie ai cinesi (che ringrazio sentitamente, per l'amor del cielo...ma forse mi viene da pensare che il sushi che mangiamo qui non sia nulla in confronto a quello che si mangia nel Paese del Sol Levante), che tanto adoro e che molto di noi apprezzano nelle sue misure più svariate.
Esistono ristoranti da 15 euro a cena allyoucaneat fino ad arrivare a posti fusion con prezzi alla carta da 80-90 euro/cad/cena. Ho provato sia gli uni che gli altri, ho apprezzato il pesce crudo in posti meravigliosi e in bettole che nemmeno i peggiori bar di Caracas (cit.) e continuo a non averne mai abbastanza.
Il mio ristorante preferito, ormai da anni ed anni, è un piccolo ristorante a conduzione familiare alle porte della metropoli in cui vivo. Uno dei millemila sushi allyoucaneat, ma con un'attenzione ai dettagli degna dei migliori ristoranti nipponici (in Italia, naturalmente quelli autoctoni sono su un'altra scala), e con un pesce che definirlo fresco è riduttivo.
E la cosa che più adoro è come restino ancorati alla tradizione giapponese, promuovendo di tanto in tanto creazioni di nuova concezione; l'ultima, in ordine cronologico, è il tanto famoso dragon-roll con la variante di una fetta di avocado tiepida al posto del salmone, spennellato con una salsa semi piccante. Avete presente quel piccanteilgiusto?! Quello che non ti fa piangere ma che comunque si sente una volta in bocca?
Ecco, questa salsa è così...e si sposa a meraviglia con l'avocado tiepido.
Ah, vorrei precisare una cosa per chi non conosce questa cucina: a differenza di quello che molti pensano, il sushi non deve essere mangiato freddo.
È assolutamente vero che il pesce non viene cucinato, ma è altrettanto vero che il riso invece deve essere cucinato secondo regole ben precise. Quando il cibo arriva alla bocca del degustatore, si deve sentire il tepore del riso, che accompagna ed esalta così il sapore del pesce crudo.
Non mi ritengo un esperto di cucina...sono abbastanza bravo tra i fornelli, ma la mia dote principale è quella di essere un avido divora-vivande. Adoro qualsiasi cucina, ne ho provate un bel po', e resto ogni volta affascinato da quello che mangio.
Prima cosa da fare quando si viaggia?! Andare in un ristorante/chiosco/trattoria e assaggiare le cose tipiche che la città e la cultura offrono. Non potete dire di essere stati a Firenze se non avete mangiato il panino col lampredotto, non potete passare da Milano senza assaggiare il risotto con l'ossobuco (possibilmente in qualche trattoria, visto che quello che offrono i ristoranti è spesso una squallida imitazione di quello originale), così come non siete mai stati a Napoli se non avete mangiato il cuoppo di strada.
"Io credo fermamente che il cibo sia la massima espressione della cultura di un popolo". È questa la mia filosofia.
Il perchè è facile da spiegare: i piatti tipici di una città, di una regione, raccontano la sua storia. La polenta è da sempre stato il cibo del contadino che si spaccava la schiena tutto il giorno per pochi soldi, e quando tornava a casa aveva farina e acqua, non certo le buste surgelate di pappardelle al sugo.
Gli osei veneti raccontano di come le persone del luogo catturassero uccellini invece che fagiani o galline, probabilmente perchè nei tempi più difficili qualsiasi cosa è commestibile. E così via, dalla storia della baguette parigina a quella del croissant turco...qualsiasi cibo nasconde un segreto da scoprire. L'importante è avere la mente aperta e la curiosità di voler conoscere di più di qualche chiesa e museo, di voler conoscere quello che quotidianamente la gente del posto mette sulle proprie tavole.
A proposito di città e cibo...io a Novembre sarò a Istanbul: cosa mi consigliate di mangiare?!?
Ora vi saluto, cari amici, perchè onestamente a furia di parlare di cibo mi è venuto un certo appetito.
Stasera si mangia sushi, ve l'avevo detto?!
Mark Kewolgend

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