Chissà perché in romano dieci era scritto come X. Mi informerò.
Buongiorno a tutti :)
Oggi penso di essere diventato pazzo: sono felice. Sono contento, radioso, allegro (nonostante abbia una delle scarpe nuove che mi stringe troppo il piede e quasi zoppico).
E fin qua tutto sembra normale (anche se la felicità al giorno d'oggi non è poi cosa così normale e scontata). Il fatto è che sono felice perché il lavoro è tornato a pieno regime. Pazienti che tornano dalle loro meritatissime vacanze, aziende che riaprono, fornitori che tornano a consegnare, eccetera.
Di conseguenza, devo essere impazzito.
O mi sono completamente fumato il cervello, tanto da essere veramente contento di essere sommerso per la prima volta in qualche settimana da una mole di lavoro che probabilmente mi sotterrerà (almeno per oggi), oppure sono contento perché, come detto prima, la gente rientra dalle vacanze.
So che tutti ve le siete meritate, che avete lavorato sodo per poter andare in posti da sogno con la/le persona/e che più vi sta/stanno a cuore...ma ora la pacchia è finita. Si torna al lavoro, su su.
Onestamente, io sono sempre stato il tipo che se sta lontano dalla città per troppo tempo si annoia. E che dopo un po' vuole tornare a casa. Un anno sono andato in Egitto: posto meraviglioso, gite stupende (NB: io aborro le gite prettamente "turistiche", come la gita in quad nel deserto o cose così) - pensate che quella volta ho contattato personalmente gli altri villaggi per cercare delle persone che volessero far numero per andare a vedere la tratta dei cammelli, al confine tra l'Egitto ed il Sudan, quasi in mezzo al deserto. Per arrivarci bisognava partire alle 2 di notte e fare 8 ore di pulmino - , ma dopo una settimana e mezza (e dopo aver fatto qualsiasi gita si confacesse alle mie aspettative) mi ero veramente annoiato.
Ho partecipato a qualsiasi torneo, qualsiasi gioco aperitivo, qualsiasi gara o sfida mi mettessero davanti pur di scacciare la noia.
Ma non ce l'ho fatta.
Dopo un po' mi manca il caos della mia città, mi mancano i suoi servizi, i suoi disservizi, gli impegni mondani e non, mi manca quello che gli inglesi definiscono limelight.
Presto detto: io preferisco le vacanze in città.
Le città offrono mille cose, mille spunti: adoro girovagare per una città a me sconosciuta (fortunatamente ho un buon senso dell'orientamento), perdermi in mezzo ai suoi bar, tra le sue vie, annusando quello che è il "vero odore" della città stessa.
Anche questo è strano...ogni volta che sono in una qualche città, e non sono lì in visita di piacere ma anzi mi devo fermare qualche giorno, riesco a sentire il profumo della città. Niente di mistico, semplicemente sento degli odori che sono fuori dalla mia comfort zone, odori che non sono quelli di casa e che quindi non sento miei. Ecco, questi odori riescono a farmi provare delle emozioni nuove ogni singola volta.
Nella mia mente ho l'odore di Parigi, quello di Londra...o almeno, ho le emozioni che queste città mi fanno provare grazie anche ai loro profumi.
Sono l'unico che sfrutta i profumi e gli odori per ricordare? O è una cosa che succede anche a voi?
Piccola particolarità (anche se la cosa non vi tange più di tanto, ne sono certo): questo post viene scritto in differita durante più giorni.
Tecnicamente i "più giorni" sono solo due, visto che l'ho iniziato ieri e lo termino oggi (penso). Gran cosa quella del salvataggio automatico dei lavori. Ti permette di lasciare in sospeso pensieri e frasi e di riprenderle più avanti, quando avranno attecchito ai pixel dello schermo e quando avranno un significato intrinseco maggiore.
Adoro la carta stampata, ma bisogna ammettere che certe comodità non la fanno certo rimpiangere. Con le macchine da scrivere se sbagliavi dovevi caricare un foglio speciale, tornare indietro e ribattere esattamente nello stesso punto la stessa lettera, e anche così non è che venisse proprio un lavoro pulito.
Mentre ora basta un giro di backspace e tutto scompare, tutto torna bianco, pronto per essere nuovamente impregnato di idee e concetti. E' un mondo strano, il nostro. In continua evoluzione, tanto che molti di noi preferiscono rimanere ancorati alle sensazioni del passato, chiusi nella loro comfort-zone, con solo l'intenzione di un'apertura mentale. Che probabilmente mai verrà.
E questo non è solo riferito alle persone un po' più avanti con l'età, ma spesso (e purtroppo) è un discorso che vale anche per molti miei coetanei, che magari non sono cresciuti nelle grandi città e che possiedono una sorta di refrattarietà intrinseca per quello che è nuovo.
Voi cosa ne pensate? Quanti anni avete? Pro o contro tecnologia? Pro o contro cambiamento?
Io, neanche a dirlo, sono assolutamente a favore della cosa. A favore della tecnologia (ultimo acquisto: Chromecast ), e a favore dei cambiamenti. Anche se alle volte mi spaventano un poco.
La prossima volta vorrei parlare con voi di lavoro. E' un tema alquanto delicato, soprattutto considerata la mia situazione mentale attuale. Vedremo.
Intanto vi auguro una splendida giornata, e un buon lavoro.
Buongiorno a tutti :)
Oggi penso di essere diventato pazzo: sono felice. Sono contento, radioso, allegro (nonostante abbia una delle scarpe nuove che mi stringe troppo il piede e quasi zoppico).
E fin qua tutto sembra normale (anche se la felicità al giorno d'oggi non è poi cosa così normale e scontata). Il fatto è che sono felice perché il lavoro è tornato a pieno regime. Pazienti che tornano dalle loro meritatissime vacanze, aziende che riaprono, fornitori che tornano a consegnare, eccetera.
Di conseguenza, devo essere impazzito.
O mi sono completamente fumato il cervello, tanto da essere veramente contento di essere sommerso per la prima volta in qualche settimana da una mole di lavoro che probabilmente mi sotterrerà (almeno per oggi), oppure sono contento perché, come detto prima, la gente rientra dalle vacanze.
So che tutti ve le siete meritate, che avete lavorato sodo per poter andare in posti da sogno con la/le persona/e che più vi sta/stanno a cuore...ma ora la pacchia è finita. Si torna al lavoro, su su.
Onestamente, io sono sempre stato il tipo che se sta lontano dalla città per troppo tempo si annoia. E che dopo un po' vuole tornare a casa. Un anno sono andato in Egitto: posto meraviglioso, gite stupende (NB: io aborro le gite prettamente "turistiche", come la gita in quad nel deserto o cose così) - pensate che quella volta ho contattato personalmente gli altri villaggi per cercare delle persone che volessero far numero per andare a vedere la tratta dei cammelli, al confine tra l'Egitto ed il Sudan, quasi in mezzo al deserto. Per arrivarci bisognava partire alle 2 di notte e fare 8 ore di pulmino - , ma dopo una settimana e mezza (e dopo aver fatto qualsiasi gita si confacesse alle mie aspettative) mi ero veramente annoiato.
Ho partecipato a qualsiasi torneo, qualsiasi gioco aperitivo, qualsiasi gara o sfida mi mettessero davanti pur di scacciare la noia.
Ma non ce l'ho fatta.
Dopo un po' mi manca il caos della mia città, mi mancano i suoi servizi, i suoi disservizi, gli impegni mondani e non, mi manca quello che gli inglesi definiscono limelight.
Presto detto: io preferisco le vacanze in città.
Le città offrono mille cose, mille spunti: adoro girovagare per una città a me sconosciuta (fortunatamente ho un buon senso dell'orientamento), perdermi in mezzo ai suoi bar, tra le sue vie, annusando quello che è il "vero odore" della città stessa.
Anche questo è strano...ogni volta che sono in una qualche città, e non sono lì in visita di piacere ma anzi mi devo fermare qualche giorno, riesco a sentire il profumo della città. Niente di mistico, semplicemente sento degli odori che sono fuori dalla mia comfort zone, odori che non sono quelli di casa e che quindi non sento miei. Ecco, questi odori riescono a farmi provare delle emozioni nuove ogni singola volta.
Nella mia mente ho l'odore di Parigi, quello di Londra...o almeno, ho le emozioni che queste città mi fanno provare grazie anche ai loro profumi.
Sono l'unico che sfrutta i profumi e gli odori per ricordare? O è una cosa che succede anche a voi?
Piccola particolarità (anche se la cosa non vi tange più di tanto, ne sono certo): questo post viene scritto in differita durante più giorni.
Tecnicamente i "più giorni" sono solo due, visto che l'ho iniziato ieri e lo termino oggi (penso). Gran cosa quella del salvataggio automatico dei lavori. Ti permette di lasciare in sospeso pensieri e frasi e di riprenderle più avanti, quando avranno attecchito ai pixel dello schermo e quando avranno un significato intrinseco maggiore.
Adoro la carta stampata, ma bisogna ammettere che certe comodità non la fanno certo rimpiangere. Con le macchine da scrivere se sbagliavi dovevi caricare un foglio speciale, tornare indietro e ribattere esattamente nello stesso punto la stessa lettera, e anche così non è che venisse proprio un lavoro pulito.
Mentre ora basta un giro di backspace e tutto scompare, tutto torna bianco, pronto per essere nuovamente impregnato di idee e concetti. E' un mondo strano, il nostro. In continua evoluzione, tanto che molti di noi preferiscono rimanere ancorati alle sensazioni del passato, chiusi nella loro comfort-zone, con solo l'intenzione di un'apertura mentale. Che probabilmente mai verrà.
E questo non è solo riferito alle persone un po' più avanti con l'età, ma spesso (e purtroppo) è un discorso che vale anche per molti miei coetanei, che magari non sono cresciuti nelle grandi città e che possiedono una sorta di refrattarietà intrinseca per quello che è nuovo.
Voi cosa ne pensate? Quanti anni avete? Pro o contro tecnologia? Pro o contro cambiamento?
Io, neanche a dirlo, sono assolutamente a favore della cosa. A favore della tecnologia (ultimo acquisto: Chromecast ), e a favore dei cambiamenti. Anche se alle volte mi spaventano un poco.
La prossima volta vorrei parlare con voi di lavoro. E' un tema alquanto delicato, soprattutto considerata la mia situazione mentale attuale. Vedremo.
Intanto vi auguro una splendida giornata, e un buon lavoro.
Mark Kewolgend
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