lunedì 4 agosto 2014

Secondo post (che ci volete fare, non sono bravo con i titoli)

Buonasera a tutti!

So che molti di voi non ci avranno dormito questa notte, quindi passo subito al "sodo" della questione: che cos'è un blog?!?

Direttamente dal nostro/mio sempre amato Wikipedia, il termine blog è la contrazione dell'altrettanto anglosassone web-log, vale a dire "diario in rete".
E già qui si pone la prima domanda. Un diario non è sempre stato, da che si ha memoria, qualcosa di personale? Da piccoli non eravamo forse gelosissimi del nostro diario, al punto da andare a comprare quelli con il lucchettino che proteggesse i nostri segreti più intimi? Non avevamo forse posti segreti, penne segrete, linguaggi segreti per criptare in modo quasi militare ciò che più ci stava a cuore?

Sotto quest'ottica, com'è possibile definire un blog un diario? Il blog, questa sincrasia di parole tanto amata dai giovani (e non) dei nostri giorni, questa parola dai mille connotati interpretativi, tutto è, meno che privato.
Chi scrive un blog spesso parla di scarpe, moda, cibo, musica, libri e teatro in modo tale da coinvolgere chi legge ad una riflessione, o alle volte anche solo ad un impulso all'acquisto, al desiderio di ciò che potrebbe esserci ma che non c'è.
In fondo questo mio blog non è molto differente. Non ha ancora una struttura ben definita, un argomento preponderante, eppure vuole invitare i lettori a riflettere sulle mie riflessioni, a farle proprie e a svilupparle (volendo anche direttamente qua sul mio diario in rete) fino a crearne di nuove. Facendo riferimento al post precedente, è più un'Agorà che un diario.

Sempre santissimo Wiki (si vede che sono stato studente :P) parla del blog come "un particolare sito web nel quale i contenuti vengono visualizzati in forma cronologica. In genere un blog è gestito da uno o più blogger che pubblicano, più o meno periodicamente, contenuti multimediali, in forma testuale o in forma di post, concetto assimilabile o avvicinabile ad un articolo di giornale".

Ora, oltre al fatto che definirmi blogger, anche se tecnicamente credo non sarebbe scorretto, mi sembra esagerato (figuriamoci giornalista!), ritengo che Wiki il Sommo non sia del tutto aggiornato. Molti blog infatti hanno una struttura a mosaico, non cronologica, rendendo altalenante la navigazione tra le pagine, tra i pensieri.

Quindi?
Quindi vi ho appena scritto mezza pagina di parole per dire tutto e niente, per spiegare come un diario in rete sia tutto meno che privato, vantandosi al tempo stesso di essere una possibile alternativa ad un articolo di giornale. Eppure io vorrei fare qualcosa di diverso.
Dal momento che siamo nell'era della tecnologia, vorrei creare un "diario interattivo"; io scriverò per voi ma soprattutto per me pensieri, curiosità (soprattutto mie curiosità) e qualche frivolezza ogni tanto e lascerò che siate voi, sulla base dei miei pensieri, a offrirmi spunti e delicatezze per interventi successivi.
Non intendo, per ora, specializzarmi in alcunché, che è sempre stato un modo fantastico di definire quella pratica mistica della tuttologia qualunquistica.
Proviamo a vedere come va :)

Credo che il prossimo post lo farò sulla cucina, in modo tale da potervi parlare anche di questa mia grande passione.
Ho sempre avuto la passione per il cibo...la cosa andava benissimo fino a quando ero un ragazzo con un metabolismo talmente veloce da doppiare Usain Bolt sui 100 piani e facevo tantissimo sport. Ora che la mia vita è diventata un poco più sedentaria (ma solo un poco, eh) questa mia passione rema contro alla mia linea, che da statuaria (tanto è un blog e non mi potete vedere...fate finta che io fossi una sorta di incrocio tra Brad Pitt e Arnold Schwarzenegger. Vi prego, credeteci.) è diventata pseudo-sferoidale. Ma la cosa davvero brutta è che il mio amore per il cibo non è diminuito affatto, come il mio appetito.
Credo dovrò ricominciare a fare sport...uno sport serio, non il calcio.


A spizzichi e bocconi aggiungo anche qualcosa di me: mi chiamo Mark, Mark Kewolgend.






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